sabato 25 maggio 2013



Donne battagliere……




 Un blitz a Milano dalla sera alla mattina per incontrare alla Cascina Cuccagna, ho scoperto un luogo che non conoscevo molto attraente, Vandana Shiva la battagliera fisica indiana, che da più di trent’anni è in guerra con le multinazionali americane, prima fra tutte la Monsanto un gigantesca industria nella tecnologia agraria e sementiera, che invadono il mondo con OGM e prodotti chimici.
“Il ritorno non può essere considerato in termini puramente economici – sostiene Vandana Shiva –ma prima di tutto si devono porre benessere e salute per l’uomo e rispetto dell’ambiente. Il suolo è vita perché fornisce attraverso l’agricoltura il nostro cibo.”

Gli economisti purtroppo sono parecchio ottusi e rispondono con calcoli di PIL, sostenendo che ancora oggi il 75%  della Terra non è sfruttato, quindi sfruttabile, quando in realtà questi tre quarti del suolo sono perfettamente usati da uomini considerati “primitivi” con  la raccolta e la piccola produzione agricola locale oltre che da innumerevoli specie animali. L’alterazione di questo delicato equilibrio incomincia ad essere davvero tangibile dal punto di vista climatico.
 Pur vivendo in Paesi cosidetti democratici, gli agricoltori non sono liberi di coltivare ciò che vogliono e sono soggetti a infinite pressioni e allettati da illusori sussidi che li inducono a trasformare le loro coltivazioni.

“In percentuale invece – dice la fisica indiana - una piccola azienda è molto più produttiva di una grande che lavora con monocoltura.”
A questo proposito è interessantissimo il sito www.seedfreedom.net per la salvaguardia della biodiversità dei semi che garantisce una produzione alimentare di qualità; si scopre infatti che anche il cibo buono è minacciato di estinzione proprio a causa di una scellerata strategia delle risorse.

Dal 1900 ad oggi, secondo One Planet Food www.oneplanetfood.info, il 75% della diversità genetica delle colture è andata persa, proprio a causa dell’adozione da parte degli agricoltori di varietà ad alto rendimento a discapito delle varietà locali. Per quanto riguarda l’allevamento dei cosidetti animali da reddito la situazione è ancora peggiore: il 30% delle razze domestiche rischia l’estinzione e vengono perse 6 razze ogni mese!

Riporto il decalogo di OPF:

Acquista prodotti locali
Mangia prodotti di stagione
Diminuisci (drasticamente dico io) il consumo di carne
Scegli i pesci giusti
Privilegia prodotti biologici
Riduci gli sprechi
Cerca di non acquistare prodotti imballati
Cerca di evitare cibi elaborati
Bevi l’acqua del rubinetto
Evita gli sprechi anche ai fornelli


Sognando i sapori di estate in questa gelida primavera......




Calamaro ripieno con Friariello

Ingredienti:
4 calamari medi
8 peperoncini friarielli
2 pomodori
1 zucchina
½ cavolfiore
2 cucchiai colmi di pinoli
14 cucchiai di pan grattato
2 arance
pepe rosa q b
pepe nero q b
sale q b
olio extravergine di oliva q b
miele q b


Pulite i calamari dalle interiora e dalla pelle, conservate invece i tentacoli. Tagliate i pomodori a dadini dopo aver eliminato i semi e l’acqua e fate a pezzetti anche le zucchine. Prendete un bel cavolfiore, tagliatelo a metà e utilizzate le estremità della testa, dividendole a piccoli pezzi. Con un filo d’olio saltate cavolo e zucchine in padella, a fuoco vivo, per qualche minuto. In una padella a parte tostate i pinoli e il pan grattato, mettete il tutto in una ciotola e mescolate per bene tutte le verdure. Aggiungete inoltre i peperoncini puliti e tagliuzzati finemente e condite con un filo di olio e un pizzico di sale. Farcite con questo composto il calamaro e successivamente adagiatelo, testa compresa, in una padella antiaderente ben calda. Fatelo abbrustolire come se avesse 4 lati da cuocere, basta circa un minuto per parte, finchè risulti ben dorato. Prima di servire, spennellate il calamaro di miele, leggermente riscaldato e aggiungete una presa di bacche di pepe rosa, una macinata di pepe nero, un pizzico di sale e un goccio di olio. Accompagnatelo con qualche spicchio di arancia fresco pelato.

giovedì 16 maggio 2013


  
E arrivano api e cavalli….


Purtroppo siamo nel diluvio e al mattino ci sono 2° anche se siamo a metà maggio, a 300 metri più sopra nevica!

Non riesco a seminare nemmeno le patate!





Mungo per il momento solo una capra che ha troppo latte per il suo capretto e faccio un pochino di ricotta che mangio con un chutney di mango e peperoncino, ecco la ricetta:





Ingredienti:
500 gr di ricotta
1 cucchiaio di peperoncino in polvere

Ingredienti per il chutney:
1 mango maturo
1 cucchiaino da tè di maizena
100 gr di zucchero
3 peperoncini  Aji freschi
½ cucchiaino da tè di curcuma
qualche fogliolina di menta

Sbattete la ricotta con una spatola in una ciotola che poi metterete in freezer per 2 ore durante le quali ogni trenta minuti circa procederete a rimescolarla.
Sbucciate il mango e, una volta tolto il seme, tagliate il frutto a cubetti e mettetelo in una casseruola con il fondo spesso insieme ai peperoncini freschi tritati, ai quali prima sono stati tolti i semi. Mettete il tutto sul fuoco per una ventina di minuti continuando a mescolare. Aggiungete a questo punto la curcuma, lo zucchero e la maizena diluita in un paio di cucchiai di acqua e lasciate bollire per qualche secondo. Servite il chutney appena tiepido e decorate il semifreddo di ricotta con una foglia di menta.

Poesia nell'alpeggio di Giulio (foto di GNV)

Le domande sono infinite e altrettante le risposte. Ad esempio in un articolo pubblicato da Internazionale e tratto dall’autorevole periodico scientifico inglese New Scientist si raccontano le indagini in corso di alcuni ricercatori statunitensi  che si chiedono perché molte persone dall’eccellente quoziente intellettivo si comportino in modo stupido.
Me lo continuo a chiedere anche io e non ho risposta al fatto che spesso si insista in una direzione e ci si meravigli di ottenere la stessa risposta.
Purtroppo l’adagio che cito spesso “intelligenza è la capacità di adattarsi alle circostanze che cambiano”, non sembra che entri a far parte dell’uomo
Basta ascoltare le pubblicità alla radio di marche automobilistiche che annunciano con voce sensuale che l’acquisto del nuovo modello xxx porterà la vostra felicità e si realizzerano i vostri sogni. C’è qualche cosa che non va …




Aspettando la primavera dipingo di blu Grecia qualche sasso....viva il colore e abbasso il grigiume!

giovedì 9 maggio 2013


Quando canta il mio gallo.......

Trascuro il blog perché le mie giornate iniziano sempre più presto cioè un po’ prima delle 6, appena dopo che canta il gallo.
In questa piovosa e freddina primavera sto creando un orto nuovo con un recinto nella tradizione alto atesina e la battaglia contro i sassi sembra non aver mai fine.  




Il rabarbaro cresce rigoglioso dopo il trapianto e ho seminato prezzemolo e insalatine varie in contenitori che ho ricoperto con reti anti tutto soprattutto gatti e lumache.




Stanno nascendo i capretti proprio in questi giorni un po’ in ritardo perchè di solito le mie capre partoriscono verso fine febbraio. Si può dire che in questi cinque anni da capraia abbia avuto diverse disavventure molto concentrate anche rispetto al numero dei capi: un vero “corso intensivo” al quale mancava il taglio cesareo dell’altro giorno!
Per fortuna sembra tutto bene sia per capra che capretto.

Alcune mie amiche si chiedono chi me lo faccia fare e io rispondo che le grandi passioni non sono razionali. Se uno si trova a Capo Horn in barca a vela con 40 nodi di vento o appeso a una parete di ghiaccio a 6000 metri secondo voi è normale?
La risposta, che condivido pienamente la da Matthieu Ricard, monaco buddista di origine francese:
“La felicità è il principale oggetto delle nostre aspirazioni, indipendentemente dal nome che le diamo: pienezza, soddisfazione, serenità, saggezza, gioia di vivere o pace interiore e dal modo in cui andiamo alla sua ricerca che può essere: creatività, giustizia, altruismo, sforzo entusiastico, realizzazione di un progetto!”
Il mondo delle capre mi apre le finestre su altri mondi misteriosi.




Il ciliegio è in fiore e aspetta le api….a proposito sto pulendo, raschiando e restaurando le arnie che ho preso di seconda mano da un’amica e anche da questo inizio a capire come lavorano.







Sembra Cuba, in realtà è una piccola oasi di poesia a Borgosesia in perfetto stile wabi sabi. Per quanto riuscirà ancora a sopravvivere? 




venerdì 26 aprile 2013



Ahimè i cinghiali sono tornati!......

Il loro “sentiero” però non è proprio naturale ma è stato indotto fino qui, in alta montagna e in numero così consistente, dall’uomo e nella fattispecie dai cacciatori.
Per scopi venatori infatti all’inizio degli anni ’90, sono stati introdotti alcuni capi provenienti per altro da Paesi dell’Est non ben identificati, maggiormente colpiti dall’incidente di Chernobyl.
Ora tutti i pascoli alpini della Valsesia vengono devastati con regolarità da numerosi cinghiali che i furbi caccitori non sono in grado di tenere sotto controllo numericamente!
Mentre cerco faticosamente di sistemare le zolle rivoltate dagli invasori a quattro zampe, borbotto contro l’assurdità, l’ennesima, degli interventi umani sull’equilibrio della natura.






















Il tanto gettonato e ridicolo termine “sostenibile”, e ancora peggio quello “ecosostenibile”, ha 
poco a che vedere con il rispetto e una buona gestione dell’ambiente.
Il vero senso della decrescita non è fare passi indietro ma è quello di andare oltre, aver compreso e modificare l’impostazione della nostra vita. Ma siamo ancora ben lontani dall’averlo capito, soprattutto in Italia!!!!!

“Il progresso può uccidere. Portare ai popoli indigeni lo “sviluppo” e il “progresso” non contribuisce a renderli più felici né più sani, al contrario provoca conseguenze devastanti. Rispettare i loro diritti territoriali è di gran lunga il modo per assicurare il loro benessere!” Survival International www.survival.it







È fondamentale il rispetto dello spazio che si ha intorno e soprattutto evitiamo la presunzione di essere migliori e di “esportare il nostro progresso.


Foto di bambini nella valle dell'Omo in Etiopia (Survival International)



Sul pianeta tutti parlano e cercano di innalzare lo standard dei poveri ma non si fa nulla per diminuire il consumismo dei ricchi!

Antonio Machado il poeta spagnolo vissuto a cavallo tra il  XIX e il XX secolo racconta a proposito di sentieri: …”il sentiero nasce dai passi che facciamo”……..

Intelligenza è adattarsi alle circostanze che cambiano ed è proprio arrivato il momento di consumare e sprecare meno.

sabato 20 aprile 2013



E’ scoppiata la primavera, anzi quasi l’estate........

...........anche qui dove c’era la neve fino a settimana scorsa e la lista dei lavori urgentissimi è infinita!

* potare rose, caprifoglio, ribes, mirtilli, per i lamponi aspetto qualche giorno....
* sistemare i prati dai danni dei cinghiali fatti a dicembre
* spargere letame
* strappare il veratro (Veratrum album)
* accatastare noccioli e frassini tagliati durante l’inverno
* fare nuovi recinti per orti nuovi
* preparare il semenzaio
* spostare rizomi di iris, rabarbaro e rafano
* raccogliere e bruciare le foglie che hanno fatto da "copertina" alle perenni
* andare a caccia di piantine e sementi  bio




.....…e la caccia alle sementi certificate biologiche non è sempre facile. 
Si possono acquistare on-line da Arcoiris www.arcoiris.it con certificazione Demeter o da Bio’s  www.sementibiologiche.net ,oppure si possono trovare anche in alcuni negozi di prodotti naturali come Naturasì www.naturasi.it o Centrobotanico www.centrobotanico.it e raramente, molto raramente nei gardencenter.

Visto che curare un orto richiede dedizione e fatica e non produce, a livello familiare un reddito economico,  ma SOLO grande soddisfazione e notevoli vantaggi per la nostra salute, vale la pena di orientarsi verso la scelta di coltivare e produrre con attenzione e rispetto per l’ambiente e per noi stessi.

“Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo!” diceva Ippocrate, considerato padre della medicina occidentale.

Secondo Serge Latouche, economista francese sostenitore della decrescita, l’approvigionamento del cibo deve essere il più locale, stagionale e vegetale possibile.
Invece succede che le aragoste della Scozia vengano inviate a un impianto Findus in Tailandia, per poi ritornare in Scozia dove infine vengono vendute.
Risultato: inquinamento e costi lievitati a causa del trasporto che la merce subisce!!

        “L’arte è inutile, dunque essenziale.” (Oscar Wilde)



                                       (antico quilt Victoria & Albert Museum Londra)




Dobbiamo imparare a vedere e non solo a guardare e  a proposito di arte e orti ecco il programma dei corsi di orto a tutto tondo che si terranno quest’estate presso la mia piccola azienda agricola in montagna:
                                           
                                                      CORSI NELL'ORTO


 


















                          Solo vegetali nel piatto dal  18 al 21 luglio 2013

Daniela Cicioni, esperta chef, vi accompagnerà nella sua continua ricerca di piatti vegetariani, vegani e crudisti, sempre raffinati e gustosi nel rispetto delle stagioni
con inaspettati abbinamenti.
Quattro giorni di studio dei vari prodotti e delle loro infinite possibilità per creare
dei menu
Costo complessivo che include 4 notti con prima colazione, 4 giorni di corso di cucina, pranzo con quello che si è preparato e cena in trattoria (bevande escluse):
Euro 650,00.
Si prevede l’arrivo mercoledì sera e il corso si conclude nel primo pomeriggio di domenica.

                     Disegno e acquerello botanico nell’orto dal  25 al 28 luglio 2013

Con Franco Testa, famoso acquerellista e disegnatore naturalista, che tra l’altro da sempre è il romantico illustratore di Erbolario, si andrà a caccia di soggetti proprio negli orti di Maia Beltrame in Alta Valsesia tra fiori, rabarbaro, aromatiche, piccoli frutti e prodotti della terra.
Quattro giorni di raccolta, studio, disegno e buona cucina in completa sintonia con la natura.
Costo complessivo che include 4 notti con prima colazione, 4 giorni di corso di disegno, pranzo bio e cena in trattoria (bevande escluse): 
Euro 650,00.
Si prevede l’arrivo mercoledì sera e il corso si conclude nel primo pomeriggio di domenica.

                                          Dalla terra alla tavola dal 1 al 4 agosto 2013

In questi quattro giorni molto attivi con Maia Beltrame si cammina, si raccoglie direttamente nei campi, si lavora nell’orto, si studiano i prodotti e le loro proprietà e si impara a coltivare e a cucinare in modo semplice e salutare.
Costo complessivo che include  4 notti con prima colazione, 4 giorni di corso di orto/cucina, pranzo bio e cena in trattoria (bevande escluse):
Euro 550,00.
Si prevede l’arrivo mercoledì sera e il corso si conclude nel primo pomeriggio di domenica.

Programma di base per tutti i corsi
I partecipanti, minimo 5 massimo 7, vengono alloggiati nell’accogliente  bed&breakfast Locanda Margherita in camera doppia (Euro 5,00 in più al giorno per camera singola) nel delizioso paesino di Rassa a dieci minuti a piedi dal luogo dove viene tenuto il corso.
Durante il giorno dalle ore 9,00 alle ore 17,00 sono ospitati da Maia Beltrame nella sua piccola azienda agricola con certificazione biologica ICEA.
Alla sera alle ore 20,00 si cena nell’Hostaria Bricai in paese.
Per informazioni e prenotazioni:
Maia Beltrame  cell. 349 2859402 oppure maia.beltrame@gmail.com






Le mie capre sono un po’ deluse di essere sempre rinchiuse nei recinti, ma io ho troppo da fare e ci sono troppi veleni in agguato: veratro e crocus.
Anche a me manca il giro nel bosco con loro, che sono riuscita a fare più o meno regolarmente fino a un mesetto fa malgrado la neve, perché gli animali e soprattutto le mie capre aprono davvero le porte verso un mondo diverso.



martedì 9 aprile 2013



Riprendiamoci il tempo di cucinare……..


Coltivare e cucinare per noi stessi e per gli altri deve ritornare ad essere una delle attività fondamentali della nostra giornata perché è fonte di vita e salute. Sempre più la gente acquista prodotti già pronti, gonfi di sofisticazioni che oramai sono state identificate come fonte certa di numerose malattie della nostra società. Riprendiamoci il tempo, il tempo di cucinare.
Sul numero di dicembre 2012 di Slow Food Magazine leggo una interessante intervista all’antropologo Alberto Salza che cita dei dati allarmanti del nostro pianeta: 830 milioni di persone sono denutrite e 1,3 miliardi sono sovrappeso!
“Quando incontri un amico lo inviti a bere o a mangiare qualche cosa insieme, se vuoi conquistare una donna di solito la inviti a cena;  la strategia mangereccia è diffusa in tutte le culture del mondo. La verità è che ovunque tu vada il cibo è un dono….” sostiene Salza.




Risotto al finocchio ( ricetta tratta da "Superpiccante" edito da De Agostini))
Ingredienti:
250 gr riso 
100 gr di ricotta freschissima 
1 o 2 finocchi
1 l di brodo vegetale
olio extravergine di oliva q b
pepe q b
1 cucchiaio di di semi di finocchio
1 scalogno
Peperoncino qb
½  limone
burro q b
alloro q b
vino bianco q b
aneto q b

Lavate e tagliate a pezzeti i finocchi, metteteli in una casseruola con un goccio di olio, un cucchiaio di semi di finocchio e un paio di cucchiai di acqua, coprite e lasciateli sul fuoco lento fino a quando i finocchi non saranno ben cotti. A questo punto potete passarli nel mixer così da ottenere una purea.
Tritate uno scalogno molto finemente, mettetelo in una casseruola con un filo d’olio e una foglia di alloro, soffriggete e successivamente aggiungete il riso, tostatelo e sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco.
Man mano aggiungete il brodo caldo nel riso e girate delicatamente con un mestolo di legno. Quando il riso sarà cotto al dente, potete aggiungere una noce di burro, la ricotta, il succo di mezzo limone, il pepe, un pizzico di sale, un filo d’olio, una spolverata di peperoncino e mantecate ancora per un paio di minuti. Decorate con aneto.




Non ho letto il libro di Karen Blixen, che probabilmente come spesso accade è meglio del film, ma consiglio di recuperare “Il pranzo di Babette” del 1987 del regista Gabriel Axel, per godere del lato estetico del cucinare. Sembra proprio di assaporare insieme agli altri commensali le delizie preparate da Babette.

Siamo quasi a metà aprile ma non inizia ancora la vera stagione, quella dove nei campi di montagna si fa veramente fatica! Rastrellare foglie e paglia messe in autunno sul piede di rose e di aromatiche perenni è tutto quello che posso fare visto che c’è ancora neve in giro a macchie di leopardo.
Chissà come andrà questa estate dal punto di vista aiutanti…ogni tanto ospito dei ragazzi dell’associazione Wwoof  (World Wide Opportunities on Organic Farms) www.wwoof.it , un eterogeneo pianeta di giovani e non più giovani provenienti da tutto il mondo che aiuta nel lavoro agricolo in cambio di vitto e alloggio. E’ in teoria una bellissima esperienza di scambio di cultura e coltura ma in pratica spesso si rivela poco costruttiva perché chi si propone come aiutante non ha la ben che minima idea di cosa significa il lavoro della terra.
L’uomo di capagna infatti, diventato recentemente uomo di città, ha una visione della natura non più utilitaristica di puro sfruttamento, ma del tutto romantica.
Sicuramente difficile è la posizione di chi si ritiene come me un “giardiniere” per passione, un piccolo custode di qualche fazzoletto di terra che non genera reddito monetario e che quindi di solito non viene considerato perchè l’autoproduzione, secondo l’opinione comune, non è lavoro.
Questo concetto assurdo mi riporta alla filosofia di Gandhi e al suo “Villaggio e autonomia” edito dalla Libreria Editrice Fiorentina nel quale sostiene l’autosufficienza e vede con lungimiranza i danni prodotti da una eccessiva meccanizzazione e dall’assenza di fatica fisica.




Henry D. Thoreau, filosofo americano (1817 – 1862), scrive alla metà del XIX secolo:
”…i molto ricchi non si accontentano di vivere in un ambiente caldo, vogliono che esso sia esageratamente riscaldato, si cuociono naturalmente à la mode. Molti lussi e molte delle cosidette comodità della vita sono non solo inutili  ma addirittura costituiscono effettivi intralci alla elevazione dell’uomo. I più saggi hanno sempre condotto vita più semplice….”
Pensavo che questa sorta di anomalia fosse più recente, legata al dopoguerra con l’avvento del mito industriale e dello stile americano, invece Thoreau la denunciava già nel suo “Walden ovvero vita nei boschi” edito dalla BUR.




Gli uomini  moderni sono molto preoccupati di non poter dominare l’incontrollabile, la forza della natura e quando fa un po’ più freddo, quando piove troppo o quando si rimane isolati per una nevicata abbondante, entrano in crisi.

giovedì 28 marzo 2013


Un uovo e cose semplici.........

Come mi ero ripromessa sto seguendo un interessantissimo corso-base per apicoltori per iniziare, a primavera inoltrata, a tenere un paio di cassette; ce ne sono diversi organizzati in ogni regione e se si ha voglia di saperne di più, consiglio un giretto sui siti www.aspromiele.it e www.bioapi.it
per aprire le porte su un mondo incredibilmente complesso e affascinante. 




 Questi stupendi alveari in corteccia di betulla che sembrano un piccolo villaggio di gnomi sono stati  fotografati dal mio amico fotografo Mauro Pini e appartengono al Museo delle Api di Bregnano in provincia di Como, fondato nel 1950 da Angelo Cappelletti www.museodelleapi.it che vale davvero la pena di visitare

E’ un momento di passaggio, si annusa la primavera nell’aria ma è solo un’impressione perché è ancora lontana per la montagna. Le mie galline però già da alcuni giorni quando la temperatura si alza mi regalano le prime uova; è sempre una piccola emozione raccoglierne uno tra la paglia.




Gran parte del mondo attuale, fondato all’insegna di PRODUCI CONSUMA E SPRECA,  ha perso il valore del cibo, il senso della preziosità anche di un solo uovo! Ecco tra oggetti semplici e wabi-sabi un bellissimo "allungamatite" che appartiene alla mia infanzia.





“Occuparsi di cibo - sostiene Carlo Petrini di Slow Food – significa prendersi cura del pianeta e di tutti i viventi, significa occuparsi del bene comune e avere coscienza di appartenere a una rete.” “Non affronteremo la crisi con la rabbia, – continua – il mondo ne è già pieno, ma soprattutto con il sorriso.”

Sul mercato c’è un’eccessiva offerta di cibo a un prezzo troppo basso perché sia un prodotto di buona qualità e si traduce poi nello spreco senza pensarci troppo e in costi sanitari futuri derivanti da una cattiva alimentazione.
Ci sono alimenti che si mangiano e altri che si consumano attraverso i sensi e, per un utilizzo del cibo più consapevole, bisogna periodicamente mettere in discussione ciò che mangiamo e come lo mangiamo. al fine di comprarne meno a vantaggio di una qualità migliore.
In uno dei preziosi Quaderni di Ontignano, Giannozzo Pucci sostiene:”Siamo ammalati di ricchismo, di opulenza e abbiamo venduto la nostra libertà per mille oggetti inutili, per corse, sospetti e sprechi: una piramide di cartone pronta a crollare….”




“Trasformate i rifiuti in fiori! – dice Thich Nath Hanh, monaco buddista e filosofo vietnamita, - chi coltiva un orto non si sogna di buttare via i rifiuti organici perché si trasformano in compost che a sua volta si trasforma in cetrioli, insalata e fiori……”




E' arrivato il momento di tagliare i polloni di nocciolo e di intrecciarli per fare piccole aiuole nell’orto. E’ semplice anche se siamo ben lontani dall’abilità dei cestai e intrecciatori professionisti come la mia amica Malò www.poggiopratelli.it che lavora e vive nella parte più aspra, è un complimento, del Chianti o di Blaise Cayol è un altro rappresentante eccellente dell’intreccio www.celuiquitresse.com .
Il grande maestro della land art, autore di vere cattedrali di materiale intrecciato, è comunque Giuliano Mauri scomparso nel 2009.

     E’ quasi quasi l’ora di potare caprifoglio, rose, lamponi e gli altri piccoli frutti….